Oggi è una bella giornata,
No, dietro le “tariffe reciproche”, altrimenti detti dazi, annunciate dal presidente degli Stati Uniti la sera dello scorso 2 aprile, alle 22 italiane, non c’è semplicemente una promessa elettorale da mantenere con gli elettori della rust belt americana. E nemmeno la semplice volontà di potenza dell’America che vuole “tornare grande” a discapito del resto del pianeta. E no, non è nemmeno la mossa di un Joker schizofrenico che vuole vedere solo bruciare il mondo. Dietro i dazi di Trump, e dietro molte delle sue prime mosse da presidente, c’è la volontà precisa di seppellire un’epoca. E di iniziarne una nuova.
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